Perché l’Italia sta migliorando la raccolta dell’organico (e cosa significa per compostaggio domestico)

Perché l’Italia sta migliorando la raccolta dell’organico (e cosa significa per compostaggio domestico)

La raccolta dell’organico in Italia è uno dei casi di maggiore successo nella gestione dei rifiuti urbani in Europa, con progressi concreti negli ultimi anni e numeri che confermano tendenze positive nella differenziazione, nel trattamento e nel recupero dei materiali biodegradabili. Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti organici vengono raccolte separatamente e trattate in impianti dedicati per produrre compost e biogas, contribuendo agli obiettivi di economia circolare e permettendo anche a chi pratica il compostaggio domestico di inserirsi efficacemente in questo sistema più ampio.

Per capire perché l’Italia sta migliorando la raccolta dell’umido e che impatto ciò ha sia sull’ambiente che sulle pratiche domestiche sostenibili, è utile guardare ai dati più recenti, alle dinamiche in corso e alle opportunità che si aprono per i cittadini e le comunità.

L’organico in Italia: numeri che parlano chiaro

Negli ultimi anni la raccolta dei rifiuti organici – cioè la frazione biodegradabile costituita principalmente da scarti alimentari e materiali vegetali – ha raggiunto livelli significativi. Secondo le elaborazioni dei dati nazionali, nel 2022 sono state raccolte circa 7,25 milioni di tonnellate di rifiuti organici, di cui 5,46 milioni di tonnellate costituiti da frazione umida e 1,79 milioni di tonnellate da frazione verde come sfalci e potature. Nel complesso, considerando anche fanghi civili e rifiuti agroindustriali, il totale dei rifiuti organici trattati sfiora 8,35 milioni di tonnellate, in aumento rispetto all’anno precedente. 

Questi dati mostrano una raccolta molto ampia e consolidata, con risultati che collocano l’Italia tra i Paesi leader in Europa per quantità di rifiuti organici avviati al recupero.

L’organico è la frazione più raccolta nella differenziata

All’interno del sistema di raccolta differenziata italiano, i rifiuti organici rappresentano oggi la quota principale, superando altre tipologie come carta, vetro e plastica. La frazione umida e verde insieme costituiscono una percentuale importante del totale della raccolta differenziata, con una quota prossima al 38,3% di tutti i materiali differenziati. Questo dato dimostra che i cittadini italiani, nei fatti, separano l’organico con crescente responsabilità, contribuendo a generare grandi quantità di materiale destinato a trattamenti di recupero rispetto al passato. 

Il livello attuale di raccolta dell’organico è quindi frutto di anni di diffusione dei sistemi di differenziazione porta a porta, campagne di sensibilizzazione e investimenti negli impianti di trattamento.

Da raccolta a risorsa: compost e biogas

Una volta separata, la frazione organica non è più un rifiuto da smaltire, ma una risorsa che può essere trattata in modo biologico e trasformata in prodotti utili. Il trattamento biologico dei rifiuti organici prevede principalmente due processi: il compostaggio aerobico, che produce compost di qualità, e la digestione anaerobica, che genera biogas utilizzabile come fonte energetica.

Nel complesso, dalla trasformazione di questi rifiuti in impianti italiani si ottengono ogni anno circa 1,9 milioni di tonnellate di compost e oltre 400 milioni di metri cubi di biogas. Il biogas prodotto viene valorizzato mediante la produzione di energia elettrica e termica, oltre che attraverso la purificazione in biometano, una fonte rinnovabile utilizzabile anche per il trasporto e la riduzione dei combustibili fossili.

La produzione di compost è particolarmente importante perché genera un ammendante naturale utilizzato in agricoltura e nel verde pubblico, chiudendo così il ciclo tra produzione di rifiuti e rigenerazione del suolo.

I progressi nella qualità della raccolta

Nonostante i dati complessivi siano positivi, la qualità della raccolta dell’organico è ancora un tema critico in Italia. In alcune zone e impianti, infatti, una parte significativa del materiale separato contiene impurità – ovvero materiali non organici inseriti per errore nel bidone dell’umido – che possono ridurre la qualità del compost e rendere più costoso e complesso il trattamento. L’obiettivo delle principali organizzazioni del settore è ridurre sotto il 5% la presenza di impurità nella raccolta, ottenendo così un flusso di organico più pulito e più facilmente trattabile.

Questo tipo di iniziative legate al miglioramento della qualità della raccolta non solo aiutano gli impianti a operare in modo più efficiente, ma favoriscono anche la diffusione di comportamenti corretti da parte dei cittadini, che diventano parte attiva del sistema di gestione sostenibile dei rifiuti.

Ruolo delle normative e delle politiche

Il miglioramento dell’organico non è avvenuto per caso, ma è stato il risultato di politiche nazionali e locali che hanno reso obbligatoria la raccolta separata della frazione organica e hanno incentivato sistemi di raccolta differenziata più efficaci. Le normative italiane ed europee impongono ormai da tempo la raccolta separate di materiali biodegradabili, con scadenze precise entro le quali gli Stati membri devono garantire sistemi di raccolta e trattamento. Queste imposizioni hanno spinto molte città italiane ad adottare sistemi di raccolta porta a porta e di sensibilizzazione continua.

Inoltre, vari programmi di monitoraggio e nuovi osservatori sono stati istituiti per analizzare i flussi di raccolta, la qualità dei materiali recuperati e le performance degli impianti di compostaggio, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza complessiva del processo.

Cosa significa per il compostaggio domestico

Per chi pratica il compostaggio domestico, cioè il recupero e la trasformazione degli scarti organici direttamente in casa o in giardino, i progressi nella raccolta dell’organico nazionale hanno diverse implicazioni concrete.

Innanzitutto, il miglioramento complessivo della raccolta e del trattamento crea una maggiore consapevolezza collettiva sull’importanza di separare correttamente l’organico, stimolando comportamenti virtuosi anche a livello domestico.

In secondo luogo, la diffusione di sistemi di raccolta ben strutturati – come il porta a porta – favorisce l’integrazione tra compostaggio domestico e sistema pubblico. Per esempio, chi pratica regolarmente il compostaggio a casa può ridurre quanto conferisce nel contenitore dell’umido, contribuendo a diminuire la quantità di rifiuti da trattare, e allo stesso tempo beneficiare della produzione di fertilizzante naturale per orti e giardini.

Infine, l’esperienza italiana mostra che quando la raccolta dell’organico è ben organizzata e di qualità, cresce anche il valore del compost prodotto, che può essere utilizzato non solo in agricoltura su larga scala, ma anche dai cittadini stessi impegnati in progetti di green living.

Ostacoli ancora presenti e come superarli

Nonostante i progressi, permangono alcune sfide. In alcune regioni italiane la qualità della raccolta resta inferiore alle aspettative, con impurità elevate nei flussi di organico che richiedono un trattamento più complesso e costoso. Inoltre, la diffusione di impianti di compostaggio e digestione anaerobica non è uniforme su tutto il territorio nazionale, con concentrazioni maggiori nel Nord rispetto al Centro e al Sud.

Un altro ostacolo è la presenza di materiali compostabili non idonei o mal differenziati nei rifiuti. Per esempio, alcune bioplastiche etichettate come compostabili non sempre si degradano correttamente negli impianti pubblici se conferite con l’organico sbagliato, generando margini di scarto più alti.

Le soluzioni a queste criticità passano principalmente per:

- ulteriore educazione dei cittadini su come differenziare correttamente,

- miglioramento degli strumenti di raccolta e dei sistemi di controllo delle impurità,

- investimento in impianti moderni e diffusione più equa su tutto il territorio,

- promozione di pratiche di compostaggio domestico per diminuire la pressione sul sistema centralizzato.

I benefici ambientali del miglioramento della raccolta organica

Quando la raccolta dell’organico funziona bene, i benefici sono tangibili su più fronti:

Riduzione delle emissioni di gas serra: separare e trattare l’organico evita che finisca in discarica dove produce metano, un potente gas serra.

Produzione di fertilizzante naturale: il compost può essere usato per migliorare i terreni agricoli e urbani.

Energia rinnovabile: attraverso la digestione anaerobica si ottiene biogas e biometano, fonti energetiche alternative ai combustibili fossili.

Riduzione dei rifiuti residui: un sistema organico efficiente diminuisce la quantità totale di rifiuti da trattare o smaltire in altri modi.

I progressi dell’Italia nella raccolta dell’organico sono reali e misurabili: milioni di tonnellate di rifiuti biodegradabili vengono separate e trattate ogni anno, con produzione significativa di compost e biogas. Tuttavia, la strada verso una gestione totalmente efficiente non è ancora conclusa, soprattutto per quanto riguarda la qualità della raccolta e la diffusione capillare degli impianti.

Per chi è interessato al compostaggio domestico, questo scenario rappresenta una grande opportunità: da un lato la cultura della differenziazione si sta radicando sempre di più, dall’altro esiste un sistema di trattamento pubblico in grado di valorizzare gli sforzi di cittadini e comunità.

Con comportamenti corretti nella differenziazione dei rifiuti organici e con pratiche sostenibili in casa, è possibile contribuire a un ciclo virtuoso che limita sprechi, migliora l’ambiente e incentiva una maggiore qualità della vita quotidiana.

Back to blog